Il Ruolo dellʼArchitetto

Architetctus

Così Vitruvio nel suo De Architectura chiama colui che racchiude in se un insieme di arti; dove delinea la figura del perfetto architetto come colui che deve essere
degno di questo nome, che non deve possedere soltanto le nozioni tecniche proprie della
sua disciplina, bensì essere ferrato in una vasta ed articolata gamma di scienza, letteratura, pittura, scultura ed altro ancora.

Vi sembra che abbia esagerato?

Pensate, per un attimo, al mondo romano dell’antichità. All’epoca (ad oggi non conosciamo
la stragrande maggioranza degli architetti antichi in quanto era vietato apporre sugli edifici pubblici i nomi degli architetti dai quali essi vennero realizzati), le mansioni degli architetti non si limitavano alla progettazione e alla costruzione di edifici pubblici e privati ma includevano la realizzazione di infrastrutture quali ponti, strade ed acquedotti ed in alcuni casi anche di macchine da cantiere. Anche oggi, nel mondo moderno, la figura professionale dell’architetto forse è lʼunica che racchiude in se diverse discipline, dal campo delle costruzioni/ristrutturazioni, al design, all’arredamento, al campo topografico, alla progettazioni di giardini, ai progetti di impianti tecnologici ecc.. Non esistono limiti al professionista che può, se ne è capace, abbracciare tutte quante le discipline descritte.

Naturalmente questa variegata attività riduce, in teoria, le conoscenze su ogni singola specializzazione. Oggi in Italia ci sono circa 150 mila architetti, ovvero un numero pari ai colleghi francesi, inglesi e spagnoli
sommati assieme. È, quindi, molto importante quando si decide di rivolgersi ad un professionista conoscere attentamente la specializzazione che questo possiede ed i lavori eseguiti. L’architetto, quindi, viene chiamato, in confronto ad un ingegnere o ad un geometra, quando concorrono, nelle varie tipologie di progettazione, varie prerogative quali maggiore intuizione, creatività, originalità, conoscenza dei materiali, rapporto con il contesto urbano, migliore distribuzione ed in generale una migliore concezione progettuale.

Da una recente ricerca del Censis risulta che l’architetto gode della fiducia e della stima di una buona parte della popolazione sia per le sue doti di coordinamento nelle diverse fasi della progettazione e della realizzazione, per le sue doti creative e professionali, soprattutto in quei progetti dove si richiede investimento creativo e sensibilità estetica. Nonostante ciò la popolazione italiana tende ad affidarsi molto spesso alle imprese o addirittura a far da soli. Rimane il dubbio che si tratti di un costo eccessivo che “inutilmente” si aggiunge a quello già oneroso della costruzione o della ristrutturazione. Resta il fatto che lʼedificio progettato o ristrutturato da un architetto sia generalmente più bello, più funzionale, meglio distribuito e più originale.

Alla prossima.